Uno swap party si organizza in un pomeriggio, ma funziona solo se decidi tre cose prima: chi inviti, quanti capi porta ognuna e con che regola si scambia. Altrimenti diventa un mercatino confuso in cui qualcuna torna a casa con dieci pezzi e qualcun'altra con niente. Qui trovi i numeri, le regole da scrivere e cosa fare della roba che avanza.
Uno swap party è uno scambio di vestiti tra persone che si conoscono: ognuna porta capi puliti e ancora buoni, li mette in comune e sceglie i capi delle altre, senza che giri denaro. Funziona meglio tra 6 e 12 partecipanti, con 5-10 capi a testa, e si tiene equo con dei gettoni: un gettone per ogni capo che porti, un gettone per ogni capo che prendi.
Quante persone invitare?
Da 6 a 12. Sotto le 6 la scelta è troppo ristretta e si gira a vuoto in dieci minuti. Sopra le 12 servono spazio e tempo da evento vero, e in casa diventa scomodo.
Il numero conta meno della composizione. Se siete otto e sette portano la 40, l'ottava fa un'ora di chiacchiere e torna a casa a mani vuote. Chiedi le taglie nell'invito. Se il gruppo è vario, allarga agli accessori, che vanno bene a chiunque.
Quanti capi deve portare ognuna?
Da 5 a 10 capi a testa, con minimo e massimo dichiarati nell'invito. Il minimo evita che qualcuna arrivi con due magliette, il massimo evita duecento pezzi da smistare alle undici di sera.
Per lo spazio, moltiplica i partecipanti per 8: otto persone fanno 64 capi (un tavolo da pranzo più un'asta appendiabiti), dodici ne fanno 96 e ti serve una seconda superficie.
| Gruppo | Capi a testa | Durata | Cosa serve |
|---|---|---|---|
| 4-6 persone | 5-8 | 2 ore | Un tavolo, uno specchio grande, una stanza per cambiarsi |
| 7-10 persone | 5-10 | 2-3 ore | Tavolo + asta appendiabiti, due specchi, cartelli taglia |
| 11-15 persone | max 8 | 3-4 ore | Due superfici, due zone cambio, una persona alla registrazione |
| Oltre 15 | max 6 | mezza giornata | Spazio non domestico (sala condominiale, studio, oratorio) |
Che condizioni devono avere i capi?
Puliti, interi, pronti da mettere domani. La regola da scrivere nell'invito è una: porta solo quello che daresti a un'amica guardandola in faccia. Niente macchie, aloni sotto le ascelle, orli scuciti o palline sulla maglieria.
I difetti si dichiarano, non si scoprono a casa: se manca un bottone, attacca un post-it. Da escludere senza discussione intimo, costumi da bagno e calzini. Le scarpe si possono ammettere, ma pretendi che siano pulite anche sotto.
Prima dello swap, guarda cosa hai davvero: i capi mai messi sono quelli da portare. Wardaro te li mette in fila, comprese le tre camicie bianche quasi identiche di cui due possono finire sul tavolo.
Gettoni o scambio libero: quale sistema conviene?
I gettoni, quasi sempre. Chi consegna cinque capi riceve cinque gettoni e può prendere cinque pezzi: si parte pari e nessuno deve fare il vigile. Lo scambio libero funziona solo in gruppi piccoli di amiche strette.
Bastano bollini adesivi da cartoleria, dei fagioli o le fiches di un gioco da tavolo. Chi accoglie conta i capi all'ingresso e consegna i gettoni; quando prendi un capo, lasci un gettone in una ciotola.
Aggiungi i capi da due gettoni: cappotti, giacche di pelle, borse di marca e abiti da cerimonia valgono il doppio e si segnano con un bollino diverso. Senza questa regola chi porta un cappotto buono si sente derubata, e la volta dopo non porta più niente di valore.
Come si organizza, passo per passo
1. Scegli data e ora. Sabato pomeriggio o domenica mattina: serve luce naturale per vedere i colori veri. 2. Fai il gruppo e scrivi le regole nel primo messaggio. Quanti capi, in che condizioni, il sistema a gettoni, l'orario, dove finisce l'avanzo. 3. Chiedi conferma due giorni prima con il numero di capi di ognuna, così sai quanto spazio allestire. 4. Seleziona i tuoi capi con calma, non la mattina stessa. Metti da parte quello che non hai messo negli ultimi dodici mesi: è la stessa domanda che si usa per organizzare l'armadio. 5. Lava e stira quello che porti. Un capo stirato viene preso, lo stesso capo stropicciato resta sul tavolo. 6. Allestisci lo spazio (sotto trovi come) e registra all'ingresso: conta i capi, consegna i gettoni, sistema i pezzi sul tavolo giusto. 7. Primi dieci minuti: solo guardare. Nessuno tocca niente: serve a far vedere tutto a tutte ed evitare la rissa iniziale. 8. Apri lo scambio, gettone alla mano. Per i capi contesi vale la regola decisa prima. 9. Chiudi a un orario preciso. Ultimo giro, poi si imbusta l'avanzo e si porta via la stessa sera.
Come allestire casa
Il tavolo da pranzo per i capi piegati (maglieria, t-shirt, jeans), diviso con cartelli di cartoncino per taglia: XS-S, M, L, XL e oltre. Un'asta appendiabiti o uno stendino robusto per camicie, abiti e giacche.
Una stanza per cambiarsi, con il letto libero e una sedia. Due specchi se puoi; se ne hai uno solo, mettilo lontano dal tavolo o si crea l'ingorgo. Poi una ciotola per gli accessori e una scatola per i capi provati e non presi, che vanno rimessi piegati e non lasciati sulla poltrona.
Il cibo in un'altra stanza: il vino rosso e una camicia di seta chiara non convivono.
Che cosa fare dei capi avanzati?
Avanza sempre qualcosa, a volte parecchio. La destinazione va decisa prima dell'invito, non a fine serata, altrimenti i sacchi restano nel tuo ingresso per tre settimane.
Scegline una sola e scrivi il nome nell'invito: la Caritas della parrocchia, un centro d'ascolto comunale, un emporio solidale, un centro antiviolenza o i cassonetti della raccolta abiti. Telefona prima e chiedi due cose: in quali giorni ricevono e che tipo di capi serve loro adesso. Cambia da posto a posto, e presentarsi con sei sacchi senza avvisare non aiuta nessuno.
Decidi anche chi porta i sacchi e quando: un nome e un giorno, scritti nel gruppo. I capi rovinati non vanno nella donazione ma nella raccolta tessile.
Gli errori che rovinano uno swap party
Non scrivere le regole. Dette a voce, metà delle persone arriva con il sacco nero di roba da buttare. Scritte nel gruppo, nessuna si offende perché valgono per tutte.
Invitare senza guardare le taglie. È l'errore più frequente e il più difficile da rimediare a serata iniziata.
Non prevedere dove cambiarsi. Ci si prova i capi sopra i vestiti, si vede male come stanno e non si prende niente.
Fare la selezione la mattina stessa. Porti quello che hai sottomano, non quello che serve. Se hai l'armadio pieno e la sensazione di non avere niente da mettere, la fretta peggiora il problema.
Prendere capi solo perché sono gratis. È il meccanismo dei saldi, senza il prezzo. Davanti a un capo che ti piace la domanda resta una: con quali dei miei pezzi si abbina? Se in dieci secondi non ti viene in mente niente, lascialo. La tabella degli abbinamenti di colore aiuta a decidere in fretta.
Domande frequenti
Quanto dura uno swap party?
Da due a tre ore in otto o dieci: mezz'ora di arrivi e registrazione, un'ora e mezza di scambio, mezz'ora per imbustare l'avanzo. Oltre le quattro ore cala l'attenzione e restano solo le chiacchiere.
Si possono scambiare anche scarpe, borse e accessori?
Sì, e aiutano quando il gruppo ha taglie diverse. Le scarpe devono essere pulite dentro e sotto, con il numero su un post-it. Borse, sciarpe e cinture vanno a chiunque e tengono in gioco anche chi non trova la propria taglia.
Che si fa se due persone vogliono lo stesso capo?
La regola si decide prima, non sul momento: vale chi lo ha preso in mano per prima, oppure si sorteggia. Se una delle due ha già preso più pezzi, lasciarlo a chi ha ancora gettoni in mano è la soluzione che nessuna contesta.
Si paga qualcosa per partecipare?
No, l'idea è che non giri denaro. Chi ospita può chiedere di portare da bere, mai una quota. Nel momento in cui si paga non è più uno scambio, è un mercatino: un'altra cosa, da organizzare in un altro modo.
Lo swap party svuota due ante in un pomeriggio. Poi torni in un negozio, hai il capo addosso e la domanda è sempre quella: compro o non compro? Wardaro lo confronta con i capi che hai davvero in armadio e ti dice se ne possiedi già uno quasi uguale. Tre verdetti gratis al mese, senza carta di credito.
